La Basilica  di  San Gavino  a Porto Torres

                                 a  cura di Maria Bastiana Cocco

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I RESTAURI DI SAN GAVINO

Le statue secentesche dei tre martiri Gavino, Proto e Gianuario

Gli interventi di scavo del 1614-1618 portarono a grossi problemi di staticità della Basilica, avendo tolto dalle fondazioni dell’edificio la terra d’appoggio, per cui si ricorse alla costruzione di contrafforti esterni.

Nel Seicento il re Filippo IV ordinò che la Basilica fosse protetta da fortificazioni: creò un cordone chiuso di case attorno alla chiesa, così da originare i due “atri” recintati dalle strutture murarie; si sopraelevarono le navatelle e vi si crearono feritoie, si occultò la visione della Basilica dall’esterno.

Nel Novecento si sono susseguiti diversi interventi di restauro che hanno progressivamente riportato la Basilica alla sua “purezza romanica”: tra 1903 e1905 Dionigi Scano, dopo aver consolidato l’edificio, iniziò a liberarne l’esterno: tolse le sopraelevazioni delle navatelle e il campanile a vela presso l’abside orientale, rifece parte del paramento murario, ma non toccò l’interno.

Nel 1939 Raffaello Delogu demolì le strutture lignee secentesche che formavano un pesante presbiterio sopraelevato presso l’abside occidentale; infine nel 1946-1948 una nuova campagna di restauro diretta dall’architetto Vico Mossa ha liberato le absidi dalle cappelle aragonesi, costruito due nuovi accessi laterali alla parte sotterranea (alla quale fino all’Ottocento si accedeva attraverso una scala che divideva in due la navata) e ristrutturato la cripta, dove le ossa sono oggi riposte entro sarcofagi strigliati romani di spoglio del II-III sec. d.C., collocati entro arcosoli.Poco resta dell’arredo sei-settecentesco della Basilica: davanti all’abside orientale è collocato il catafalco ligneo del XVII secolo che regge le statue dei tre martiri Gavino, Proto e Gianuario, anch’esse secentesche, restaurate negli ultimi anni. Qui i simulacri restano tutto il corso dell’anno, se si eccettua il periodo che va dal 3 maggio al giorno di Pentecoste quando i Santi vengono accompagnati in processione fino alla chiesetta di Balai Vicino o di San Gavino a Mare, luogo della loro primitiva sepoltura.In fondo alla chiesa, nella navatella settentrionale è posta la statua lignea di San Gavino a cavallo, del Seicento anch’essa, il cui ventre poggia su un modellino di torre, simbolo della Città.

Per approfondire:

- VICO MOSSA, S. Gavino di Torres. Impianto, Inserti, Restauri, Sassari 1988.
- GUGLIELMO MAETZKE, Monte Agellu - Le origini della Basilica di San Gavino di Porto Torres secondo le testimonianze archeologiche, Sassari 1989.
- FERNANDA POLI, La Basilica di San Gavino a Porto Torres. La storia e le vicende architettoniche, Sassari 1997, e la copiosa bibliografia ivi suggerita.

La statua lignea secentesca di San Gavino

 

 

 

 

 

 


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