Medicina dello sport

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Fin dall’età evolutiva lo sviluppo armonico dell’organismo viene favorito da un’attività fisica condotta con regolarità mentre la sedentarietà precoce crea i presupposti per l’insorgenza della cosiddetta malattia ipocinetica.

Con il termine di malattia ipocinetica deve intendersi quella patologia provocata dalla riduzione o assenza di attività fisica e caratterizzata da

  • ipotrofia ed ipotono dei muscoli scheletrici,

  • da alterazioni dell’apparato locomotore,

  • del sistema cardio-respiratorio,

  • del sistema metabolico.

La ridotta attività fisica crea infatti i presupposti per l’insorgenza nell’età evolutiva di quadri paramorfici che per quanto riguarda l’apparato locomotore sono rappresentati da:

  •  atteggiamento scoliotico,

  •  iperlordosi, scoliosi,

  •  cifosi cervico-dorsale,

  •  dismetria degli arti,

  •  varismo e valgismo delle ginocchia,piattismo del piede.

Anche l’apparato cardiocircolatorio, quello respiratorio ed quello metabolico vanno in età evolutiva precocemente incontro a quadri paramorfici determinati dall’inattività.

Per quanto riguarda  il sistema cardiocircolatorio l’ipocinesi induce una riduzione della cosiddetta riserva cardiaca.

Si assiste ad un deterioramento della capacità contrattile e dell’elasticità del cuore,

ad un aumento della frequenza necessaria a sostenere un determinato sforzo, ad una riduzione della  frequenza massima raggiungibile. Inoltre l’aumento della rigidità delle pareti dei grossi vasi sanguigni può indurre un precoce  aumento dei valori della pressione arteriosa.

 

Per quanto riguarda l’apparato respiratorio si assiste ad una perdita di elasticità polmonare con conseguente riduzione della massima capacità di ventilazione, nonché ad una riduzione dell’ossigenazione del sangue per precoci alterazioni della membrana alveolo-capillare.

Per quanto riguarda il sistema metabolico spesso la poca o nulla attività fisica si accompagna ad errate abitudini alimentari. Ciò contribuisce all’instaurarsi di un eccesso ponderale, con sfavorevole rapporto peso-statura, aumento della massa grassa e precoce comparsa di alterazioni a carico degli zuccheri e dei lipidi del sangue.

 Vi può essere l’evoluzione verso patologie quali il diabete alimentare, l’ipertensione e, soprattutto,  l’obesità precoce. Quest’ultima, unitamente alla perdita di tono-trofismo muscolare, aumentando la tendenza alla sedentarietà, da il via all’innesco di un circolo vizioso.

Per evitare la malattia ipocinetica è fondamentale, fin dall’età evolutiva, il rifiuto del sedentarismo ed una pratica sportiva regolare, la quale deve essere in primo luogo finalizzata a favorire una crescita armonica e sana ed all’acquisizione di un corretto stile di vita. L’attività fisica deve pertanto, fin dall’età evolutiva, essere interpretata come antidoto ai malanni della vita sedentaria.

La macchina umana è stata strutturata per avere nel movimento il suo equilibrio di buona salute: il camminare, il correre, il muoversi comunque, sono salute e fanno parte integrante del nostro benessere e dai 4 – 5 anni di vita fare sport con regolarità favorisce lo sviluppo armonico dell’organismo.

Un bambino a 4 - 5 anni ha raggiunto un’altezza che è circa il doppio della nascita, un peso circa quattro-cinque volte superiore ed ha quasi completato lo sviluppo del sistema nervoso.

 Non ci riferiamo all’intelligenza o al sapere, ma all’insieme di tutti quei circuiti “elettrici” che sono la base anche dell’intelligenza e del sapere ma soprattutto della capacità di movimento.

 A 4 - 5 anni un bambino ha già completamente acquisito i principali schemi motori di base, detti anche “automatismi primari”: camminare, correre, arrampicarsi, lanciare, saltare.

 L’unica cosa che l’uomo sa fare è “muovere cose”, diceva un grande scienziato inglese del 1800. I circuiti nervosi da cui dipende la capacità di “muovere cose”, in primo luogo se stessi, a 5 anni sono già completamente sviluppati.

 

 L’età di 4 – 5 anni appare quindi come il momento giusto per un bambino per iniziare la pratica sportiva.

In tal ambito il soggetto in età evolutiva va considerato come un atleta di “lunga lena” caratterizzato da contenuta forza muscolare e ridotte capacità anaerobiche ma da elevate capacità aerobiche. Il suo organismo è in grado di sopportare periodi anche molto lunghi di attività fisica. Questa attività, in condizioni ambientali normali (attenti sempre al caldo eccessivo) ed in bambini sani, non può mai provocare danni organici.

I muscoli, infatti, si stancano sempre prima del cuore costringendo il bambino ad interrompere lo sforzo. Bambini di 5 – 6 anni, lasciati liberi di muoversi in un “campo giochi attrezzato”, sono in grado di essere attivi spontaneamente per 5 - 6 ore al giorno complessive ad una frequenza cardiaca media di 160 – 170 battiti al minuto. Caratteristica, peraltro, è sempre la tendenza spontanea a frequenti pause di recupero ed all’alternanza di numerose e differenti attività motorie.

Pertanto far fare sport ad un bambino è un atto doveroso da parte degli adulti perché lo aiuta a crescere bene ed è, al tempo stesso, la migliore prevenzione contro numerose malattie dell’età adulta.

Lo sport in età evolutiva, migliora :

  • la capacità contrattile del cuore e la respirazione,

  • riduce la pressione arteriosa,

  • migliora il controllo nervoso della fame,

  • contribuisce alla riduzione della massa grassa ed al controllo del peso,

  • previene la formazione precoce di inutili e dannosi depositi di grasso,

  • favorisce lo sviluppo e la tonicità delle masse muscolari,

  • migliora la postura, migliora la mobilità articolare.

Lo sport in età evolutiva è indispensabile per lo sviluppo delle capacità coordinative (abilità motorie) quali, ad esempio, l’equilibrio, il ritmo, l’orientamento, la destrezza. Un bambino dai 6 agli 11 anni presenta la massima capacità di sviluppo di tali capacità. A 5 anni, come detto, tutti i circuiti nervosi alla base della capacità di movimento sono pronti e gli “automatismi primari” (camminare, correre, arrampicarsi, lanciare, saltare) sono completamente acquisiti. Da questo momento è possibile lo sviluppo della coordinazione motoria. Il sistema ossa – articolazioni – muscoli è infatti ancora molto “elastico” mentre le dimensioni del bambino (altezza e peso), terminata la fase di rapido accrescimento dei primi 4 anni di vita, aumentano gradualmente fino alla pubertà. Ciò significa che il bambino in età evolutiva ha una percezione sostanzialmente stabile delle misure del proprio corpo ed è pertanto in grado di acquisire raffinate capacità di risposte motorie ai più svariati stimoli. Egli è pertanto pronto all’apprendimento delle diverse tecniche sportive (sciare, pattinare, andare in bicicletta, giocare al calcio).

D’altra parte lo sviluppo delle capacità coordinative non solo facilita l’apprendimento delle tecniche sportive ma favorisce anche una migliore vita di relazione. Molti bambini ritenuti “maldestri“ non nascono tali. Lo diventano perché in età infantile ed evolutiva la loro capacità di movimento ha avuto poche possibilità di sviluppo autonomo ed è stata repressa dall’ambiente circostante. Da questo punto di vista è opportuno sottolineare come nella società occidentale i bambini spesso non sono adeguatamente sollecitati dal punto di vista motorio. In tal senso l’azione  limitante svolta dalla scuola è evidente. Responsabili anche l’eccesso di televisione, videogiochi (playstation - game boy) e computer.

In conclusione non si deve trascurare mai abbastanza che sono molti i bambini danneggiati dalla mancanza o dalla carenza di movimento mentre fare sport in età evolutiva fa bene non solo in assoluto, ma anche in quanto crea una benefica abitudine al movimento che dura tutta la vita.

 

 

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