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Flora e vegetazione

Il territorio dell’Asinara ha subito, soprattutto negli ultimi decenni del sec. XX, un intenso uso delle risorse da parte dell’uomo, che ha condizionato in particolare il paesaggio vegetale. In particolare le zone interne, per gli usi agricoli, forestali e zootecnici, esercitati spesso in modo irrazionale, risultano a volte alterate e degradate.

Le specie endemiche

Si segnalano diversi endemismi, ossia piante che presentano un’areale di distribuzione limitato ad un determinato territorio; il loro numero è di 30, circa il 5% della flora totale; 3 sono esclusivi della Sardegna, 13 sono comuni anche alla Corsica e 14 ad altre isole del Mediterraneo occidentale.

Quelli esclusivi sono:

•   Centaurea horrida, endemismo da gariga costiera, presente da Punta Salippi sino alle rupi più alte di Punta dello Scorno. Si tratta di un paleoendemismo, ovvero una specie di antica origine, una sorta di “fossile vivente”. Centaurea horrida è protetta dalla Convenzione di Berna, relativa alla Conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa, che comprende solo 20 piante italiane.

Il fiordaliso spinoso, Centaurea horrida, è sicuramente la specie vegetale che riveste la maggiore rilevanza naturalistica dell’isola.Per il suo interesse fitogeografico scientifico richiama numerosi botanici da tutta l’Europa. L’importanza di questo paleo endemismo esclusivo della flora sarda risiede nella “lontananza genetica” dalle altre specie del genere, una sorta di fossile vivente.

Il nome scientifico richiama la sua morfologia particolarmente spinosa e ispida, un adattamento alle estreme condizioni ecologiche nelle quali la specie vive. La pianta forma dei pulvini dal caratteristico colore grigio-cenere, che conferiscono un aspetto di unicità al paesaggio delle garighe costiere dell’Asinara.

Un’altra specie di grande interesse, frequentemente associata, è l’astragalo, Astragalus terraccianoi, che differisce dal fiordaliso spinoso per il colore verde brillante.

La zona dell’Asinara dove è più facile osservare questa specie è lungo le coste alte e scoscese in prossimità di Punta Sa Nave.

•   Limonium acutifolium, presente lungo tutta la costa litoranea dell’isola, è specie caratteristica della prima fascia di vegetazione rocciosa costiera, che soprattutto da giugno a settembre conferisce un elemento di colore alle aride coste rocciose.

•   Limonium laetum, pianta rara ed in notevole diminuzione per il tipo di habitat in cui vive. Si trova negli stagni costieri meridionali di Fornelli, a Cala Reale, Campu Perdu e nella spiaggetta di Cala d’Oliva.

Altri endemismi particolarmente interessanti dal punto di vista fitogeografico sono quelli che testimoniano la continuità territoriale del massiccio sardo-corso. Tra questi alcuni conferiscono un carattere di peculiarità alla flora dell’isola, come ad esempio:

•   Astragalus terraccianoi, della famiglia delle leguminose che vive in formazioni caratteristiche a pulvino insieme a Centaurea horrida. Ha l’aspetto di un cespuglio rotondeggiante con rami corti e spinosi, ma di un colore verde brillante che la differenzia dalla Centaurea. L’associazione di queste due piante presenta un notevole interesse naturalistico e paesaggistico.

•   Erodium corsicum, della famiglia dei gerani, che vive lungo tutte le coste, dove si ad­den­tra negli anfratti rocciosi maggiormente esposti ai venti salsi.

   Evax rotundata, pianta erbacea con portamento a rosetta, una specie xerofila litoranea che vive in prati aridi con suoli sabbiosi e tende a ricoprire il terreno.

•   Leucojum roseum si trova nei punti più alti dell’isola e nei prati costieri del Castellaccio.

•   Nananthea perpusilla, pianta nana fra le specie più piccole della flora italiana, presente a Punta Galetta, Punta Salippi, Punta Li Giorri, Sant’Andrea e Campu Perdu.

•   Allium parciflorum, aglio a fioritura estiva rinvenibile negli anfratti rocciosi presso Case Bianche.

La vegetazione

I principali aspetti fisiognomici della vegetazione dell’isola descrivono un paesaggio fortemente condizionato dalla macchia nelle sue diverse varianti strutturali: bassa, rada, alta. È costituita da piante arbustive sempreverdi e ricopre la maggior parte del territorio, con aspetti cromatici al variare delle stagioni. Si identificano vari tipi di macchia a seconda della specie prevalente o caratteristica: a lentisco (Pistacia lentiscus) e olivastro (Olea oleaster), a euforbia (Euphorbia dendroides), a ginepro (Juniperus phoenicea) che caratterizza il paesaggio per gli effetti verdi, gialli e rossi, a Calicotome villosa, e a Cistus monspeliensis, con i suoi piccoli fiori bianchi dal particolare profumo.

Nell’isola il paesaggio vegetale è dominato dalla macchia mediterranea  termofila che assume differenti caratteri in relazione alle specie caratteristiche.Una delle più appariscenti è l’euforbia arborea (Euphorbia dendroides), in particolare nei mesi primaverili quando assume particolari cromatismi, dal verde al rosso. L’euforbia è un genere ricco di specie localizzate in tutte le parti del mondo con clima caldo; una sua caratteristica il succo lattiginoso acre che secerne. I fiori sono piccoli, di colore verde e raggruppati in infiorescenze. E. dendroides è una pianta robusta,legnosa, con molti fusti ramificati a formare ampi cespugli, che possono superare i 2 mt di altezza. Il fusto è rossastro e segnato dalle cicatrici delle foglie cadute.

 

Il ginepro fenicio (Juniperus phoenicea), appartenente alla famiglia delle Cupressacee, è presente in forma di piccolo albero od arbusto sempreverde con ramoscelli robusti,coperti da piccole foglie squamiformi. I frutti globulari sono disposti nei pressi dell’apice dei rametti che, a maturazione, assumono una colorazione rosso scura. Si tratta di un albero molto  longevo e caratterizzato da una lenta crescita;  a causa della scarsa putrescibilità del tronco e del particolare profumo del legno, è stato da sempre molto ricercato per le costruzioni. Nell’isola Asinara, anche negli ultimi decenni, molti esemplari di questa pianta sono stati tagliati e raccolti per essere successivamente lavorati per le travature dei solai.

Ginepreti ancora in ottimo stato di conservazione, sono presenti a Sant’Andrea, nei pressi dell’Ossario di Campu Perdu e, su sabbia, in prossimità di Cala d’Arena, mentre individui isolati sono presenti nell’area del Castellaccio, a Cala d’Oliva, Punta Sabina e Punta dello Scorno.

 

 

Nelle aree costiere occidentali a strapiombo sul mare possono essere distinte due fasce di vegetazione.

La prima, maggiormente esposta all’azione dell’aerosol marino, è caratterizzata dalla presenza di specie alofile, in cui predominano Crithmum maritimum, Limonium acutifolium e Erodium corsicum.

La seconda fascia è caratterizzata dall’associazione a Centaurea horrida e Astragalus terraccianoi, a cui si aggiungono altre specie come Thymelaea hirsuta e Euphorbia pithyusa.

Nella costa orientale si alternano cale sabbiose e stagni salmastri; sulle spiagge vivono specie che, con il loro apparato radicale, fissano le sabbie, come Agropyron junceum, la graminacea comune, e Ammophila litoralis o sparto pungente.

Di particolare interesse naturalistico sono gli stagni temporanei della parte meridionale dell’isola, ad alta concentrazione salina dovuta all’essiccamento estivo. In queste aree si è affermata una vegetazione tipica capace di resistere alle variazioni della salinità e del livello idrico, con estese associazioni a salicornia.

Per quanto riguarda il manto boschivo, la situazione nei secoli scorsi doveva essere completamente diversa rispetto a quella attuale e l’azione dell’uomo ha ormai ridotto l’area boscata a pochi ettari nell’area di Elighe Mannu, dove è presente un’importante lecceta.

Il Leccio, Quercus ilex, costituisce l’unica formazione forestale presente nell’isola, in località Elighe Mannu. Si può ipotizzare per questa specie una precedente estensione decisamente più ampia, confermata peraltro dalle descrizioni effettuate dai botanici del passato, e da alcuni vecchi esemplari presenti nell’area di Fornelli. Le cause della riduzione sono individuabili principalmente nel taglio a raso, negli incendi e nel pascolo, spesso eccessivo rispetto alle disponibilità delle risorse pabulari dell’isola.

Il leccio raggiunge dimensioni notevoli, sino a 20 mt di altezza, e presenta dei rami tormentosi, con foglie sempreverdi di aspetto molto variabile, coriacee, con la particolarità di avere la superficie inferiore pubescente, con corti peli.

La corteccia è ruvida e di coloro scuro. Il frutto è una ghianda allungata, avvolta per metà da una cupula.

 

Per l’importanza di questa specie, dal 1995 sull’isola è stato aperto un cantiere forestale, con un ampio programma di riqualificazione ambientale che, partito proprio dall’area di Elighe Mannu, interessa oggi l’intero territorio. Il monitoraggio sulla Lecceta ha evidenziato un fenomeno di degrado dovuto all’azione sinergica di cinghiali e termiti: il primo con le zanne provoca  delle aperture nella corteccia del leccio, favorendo l’ingresso delle termiti, che nidificano all’interno del fusto provocandone col tempo l’indebolimento e la rottura.

Al fine di effettuare un primo ripristino ambientale dell’area, si è proceduto nella piantumazione di giovani piantine, tenendo conto della composizione floristica delle fitocenosi presenti nella zona di Elighe Mannu.

Altre specie appartenenti al genere Quercus presenti sull’isola sono alcuni esemplari di Quercus congesta nelle vicinanze di Cala d’Oliva e Quercus suber, quercia da sughero, limitata a pochi individui localizzati nei versanti meridionali.

Altre specie arboree presenti sono i pini, tra cui quello domestico (Pinus pinea), introdotti verso il 1950 e tuttora presenti nell’area di Elighe Mannu, Fornelli e Campu Perdu.

Tra le altre piante introdotte artificialmente, generalmente in prossimità delle strutture abitative, vi sono l’acacia (Acacia cyanophylla), il ciliegio (Prunus avium), il susino (Prunus domestica), il castagno (Castanea sativa), il pioppo bianco (Populus alba) e l’eucalipto (Eucaliptus camaldulensis).

 

 

 

 

 

 

 
 

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